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C I T T A’ D I P I Z Z O
Provincia di Vibo Valentia


UFFICIO DEL SINDACO COMUNICATO STAMPA

Al consigliere delegato al patrimonio e alla manutenzione del comune Pizzo, Saverio Militare, non piace il “piano casa”, che il governo si appresta a varare ed invita i Comuni ad elevare un forte protesta verso questo provvedimento che a giudizio del consigliere comunale favorirebbe processi indiscriminati abusivismo edilizio. “In questi giorni – commenta Militare - è cavalcante il tema della grave crisi economica che sta vivendo il nostro paese e tutto il resto del mondo, molti sono gli stregoni dell'economia che con le loro ricette pubblicizzano soluzioni miracolose per la ripresa dell'economia. Su tale tema non poteva mancare il "miracolo " del nostro Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che con il provvedimento " Piano Casa" che sarà varato dal prossimo Consiglio dei Ministri con la scusa di smuovere l'economia e in particolare l'edilizia, ferma e impastoiata da mille burocratismi autorizzerà i soliti imprenditori edili a perpetrare negli abusi edilizi e nei disastri ambientali”. A giudizio di Mlitare, “sul provvedimento che sarà prossimamente adottato sarebbe utile ora sentire le voci autorevoli dei nostri imprenditori locali che, nell'ultimo periodo, attraverso alcuni articoli su un giornale locale gridano allo scandalo sugli abusi e sulla cementificazione selvaggia. Sic!”. Un fatto, per il coniglie comunale “ è certo che a sentire i costruttori, il provvedimento avrà effetti, straordinari sull'economia e in particolare sul settore dell'edilizia”. Militare, ricorda che “il provvedimento nelle sue parti principali da quanto si è potuto fin qui sapere sarà articolato in quattro punti. Il primo riguarderebbe la possibilità di ampliamento degli edifici residenziali nel limite del 20% del volume esistente, e l'incremento sempre nello stesso limite della superficie coperta esistente di tutti gli altri edifici. La richiesta di ampliamento dovrà essere presentata entro il 31 dicembre 2010. Il secondo punto - prosegue - darebbe l'opportunità ai proprietari di edifici realizzati prima del 1989 di adeguarne gli standard qualitativi, architettonici, energetici, tecnologici e di sicurezza, purché gli immobili non siano sottoposti a vincolo di conservazione. Può essere chiesto l'abbattimento e la successiva ricostruzione con un aumento della cubatura sino al 30'% in caso di edifici residenziali o sino al 35% in caso di utilizzo di tecniche di bioedilizia e di energie rinnovabili. Il terzo imporrebbe il rigoroso rispetto dei vincoli ambientali e paesaggistici e il divieto assoluto di qualsiasi ampliamento per gli immobili abusivi.
Il quarto prevede, infine, agevolazioni fiscali da parte dei comuni per la realizzazione delle opere”. Militare, “da modesto amministratore di un Paese del Sud, dove l'opinione pubblica ben conosce quali sono le realtà che i settori urbanistici dei nostri Comuni devono affrontare”, esprime “preoccupazione per ciò che emerge dalle indiscrezioni giornalistiche e dalle quali uscirebbe fuori una iniziativa centralista a tesa a superare l'attuale ordinamento con rischi evidentissimi di produrre gravi effetti sull’assetto del territorio. Infatti, una cosa è costruire corretti percorsi di semplificazione dentro regole certe, altro è destrutturare le forme di governo dell'edilizia”. Per Militare “dare la possibilità a chiunque di proporre ampliamenti del 20% del volume degli edifici esistenti, con una semplice autocertificazione, avrebbe conseguenze oggettivamente molto negative che mi suona tanto dall'ennesimo condono edilizio "gratis " a favore dei grandi speculatori”. Militare poi, invita a “non dimentichiamo che questo è il Paese dei disastri ambientali, dei condoni e dell'abusivismo e che le competenze urbanistiche riguardano in primo luogo i Comuni" ed è a loro che si rivolge “affinché una levata di scudi dagli Enti periferici blocchi questo assurdo provvedimento”.

Pizzo, 10.03.2009

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