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Cultura
Benedetto Musolino (1809-1885), patriota e uomo politico.
Benedetto Musolino (Pizzo, 8 febbraio 1809 – Pizzo, 15 novembre 1885) è stato un patriota e politico italiano. Fu senatore del Regno d'Italia nella XIV legislatura.
Nato e cresciuto in una famiglia di idee liberali ed antiborboniche, incominciò ben presto a manifestare la sua impazienza politica prima al liceo-ginnasio di Monteleone e poi a Napoli ove studiò giurisprudenza.
A Napoli conobbe uomini di cultura e intellettuali dalle idee politiche avanzate e progressiste. Benedetto intraprese un viaggio a Costantinopoli ospite del Visir e fu a lungo suo consigliere; ma deluso, per non essere stato ascoltato in molti suggerimenti di carattere economico-amministrativo, rientrò a Napoli con l'intenzione di organizzare una setta di cospiratori contro la tirannide borbonica. Nel 1832 fonda, nel Regno delle due Sicilie, la Setta detta dei Figlioli della Giovine Italia, di cui egli scrisse il Catechismo e diresse il governo durante sette anni. Sebbene era quasi identica a quella di Giuseppe Mazzini, pur inseguendo gli stessi ideali, era diversa sia nell'organizzazione che nella condotta.
L'8 maggio 1839, in seguito al tradimento di due affiliati venne arrestato e con lui presero la via del carcere il fratello Pasquale, Luigi Settembrini, Raffaele Anastasio, Saverio Bianchi. Nell'ottobre del 1848, dopo tre anni e mezzo di carcere, furono liberati e imposto ad ognuno di raggiungere il proprio paese. Benedetto a Pizzo veniva sottoposto a stretta sorveglianza; gli era vietato allontanarsi oltre l'abitato anche di giorno, di rimanere fuori di casa dopo il tramonto, di frequentare locali pubblici. Ma anche in un simile stato di violenza, segretamente, cospirò assieme al nipote Giovanni Nicotera, a Felice Sacchi ed Eugenio De Riso coi quali si prodigò per preparare la rivoluzione del 1848. La Rivoluzione lo riabilitò nei giusti diritti politici e civili. Fu eletto per la circoscrizione di Benedetto Musolino, in qualità di deputato, fu uno dei 64 segnatari della menzionata solenne Protesta del 15 maggio contro lo spergiuro Re Ferdinando II di Borbone, che sciolse poi il Parlamento colla forza brutale. Repressa nel sangue la protesta di Napoli, Musolino passò in Calabria e si diede ad organizzare, in qualità di esperto per la guerra, la difesa del Governo Provvisorio creato a Cosenza. La reazione borbonica fu spietata; gli insorti non furono risparmiati. Palazzo Musolino fu saccheggiato ed incendiato; passati per le armi il vecchio genitore di Benedetto, fucilato il fratello primogenito Saverio scoperto in un sotterraneo; la madre, un altro fratello e la cognata morti pochi mesi dopo di crepacuore; tutte le altre proprietà urbane e rurali messe a ruba e devastate.
Dopo due mesi di lotta, essendo stata compromessa l'insurrezione calabrese, Benedetto Musolino prese la via dell'esilio. E nel luglio 1848, col fratello Pasquale e il nipote Giovanni Nicotera, volontari al campo, cogli altri membri del Governo Provvisorio e con altri principali compromessi imbarcatosi alla spiaggia di Botricello in una piccola barca peschereccia, veleggiò, alla volta di Corfù, dove arrivò felicemente.
Condannato alla pena di morte iniziò la sua vita di patriota, prendendo parte attiva col grado di maggiore e colonnello, alla rivoluzione romana del 1849; per sfuggire alle diverse polizie segrete che gli davano la caccia dovette rifugiarsi in Piemonte, in Inghilterra e in Francia ove visse in miseria e per potersi guadagnare da vivere dava lezioni private d'italiano.
Saputo in Francia della spedizione dei Mille, senza indugiare si portò a Palermo ed il 5 luglio 1860 si presentò a Garibaldi il quale lo conosceva già e lo arruolò subito col grado di colonnello brigadiere.
Combatté a Reggio Calabria, Piale di Villa S.Giovanni, Soveria Mannelli, Capua meritandosi la stima dei calabresi; una volta unita l'Italia, fu eletto deputato al Parlamento Nazionale. "Già deputato delle Province Meridionali, del 1848, al Parlamento di Napoli; coprì ininterrottamente tutte le legislature, che si ebbero dal 1861 al 1881. Fu deputato neI Parlamento di Torino, Firenze ed infine a Roma, finalmente capitale del nuovo regno. Il 12 giugno 1881, venne nominato senatore del regno ma nel settembre 1883, per causa di salute, dovette ritirarsi a Pizzo ove trascorse, dopo una vita tanto interessante e movimentata, gli ultimi anni assieme ai suoi nel rispetto dei concittadini.
Compose le seguenti opere: La rivoluzione del 1848 nelle Calabrie, opera postuma pubblicata nel 1903 dal nipote avv. Saverio Musolino; "La Gerusalemme e il Popolo Ebreo"; "Al popolo delle Due Sicilie"; "Il prestito dei 700 milioni e la riforma delle imposte"; "Il trattato di Berlino", tip. Botta, 1879 Roma; "Memorandum sur la guerre actuelle Turco-Moscovite", tip. Artero, Roma 1877; "La Riforma Parlamentare", C. tipografi del Senato, Roma 1882.ItalianoSenato del Regno d'ItaliaSen. Benedetto MusolinoLuogo nascita PizzoData nascita 8 febbraio 1809Luogo morte PizzoData morte 15 novembre 1885Titolo di studio Professione Partito Legislatura XIV
Antonino Anile (1869-1943), anatomista, letterato e uomo politico.Biografia Nato in una famiglia numerosa della piccola borghesia, dopo aver frequentato il liceo classico presso il Real Collegio Vibonese "Filangieri" di Monteleone, si laureò in medicina all'Università di Napoli laureandosi il 1 agosto 1894. Assistente del prof. Giovanni Antonelli (1872-1914), conseguì la libera docenza in anatomia umana nel 1903. Nel 1912 ottenne la cattedra di anatomia artistica all'Accademia di Belle Arti di Napoli e successivamente a quella di Roma.Il 1 dicembre 1919 fu eletto deputato per la XXV Legislatura del Regno d'Italia nelle fila del Partito Popolare; venne rieletto l'11 giugno 1921 per la XXVI Legislatura. Fu sottosegretario alla Pubblica Istruzione nel primo governo di Ivanoe Bonomi (4 luglio 1921 - 26 febbraio 1922) e ministro della Pubblica Istruzione nei due ministeri Facta. Si ritirò dalla politica attiva con l'avvento del fascismo.Opere Cattolico, scrisse numerose opere di divulgazione scientifica con l'intento di dimostrare l'assoluta mancanza di contraddizione fra la religione cattolica e la ricerca scientifica. Scrisse anche delle raccolte di versi di argomento religioso.Anatomia Antonino Anile, Di una importante anomalia artero-nervosa (arteria succlavia di destra e nervo laringeo inferiore corrispondente), Napoli, tip. del Giornale, 1898.Antonino Anile, Di un'arteria mammaria interna laterale, Napoli, tip. del Giornale, 1897.Antonino Anile, Elementi di anatomia umana topografica, Ristampa stereotipa della nuova edizione, Torino, Unione Tipografica Editrice Torinese, 1917.Antonino Anile, Elementi di anatomia umana topografica : per medici pratici e studenti, con indicazioni di tecnica dissettoria per le principali regioni del corpo, Torino, Unione Tipografico-Editrice, 1915.Antonino Anile, Guida allo studio della anatomia topografica, Napoli, Luigi Pierro, 1906.Antonino Anile, I disegni anatomici di Leonardo da Vinci, Napoli, Luigi Pierro e figlio, 1919.Antonino Anile, I gangli nervosi delle pareti intestinali, Napoli, Tocco & Salvetti, 1909.Antonino Anile, L'anatomia dell'uomo nella storia dell'arte : memoria letta all'Accademia Pontaniana nella tornata del 18 febbraio 1912 dal socio Antonino Anile, Napoli, R. Stab. Tip. F. Giannini & figli, 1912.Antonino Anile, L'anatomia di Leonardo da Vinci, Roma, s.n., 1919.Antonino Anile, L'anatomia sistematica dell'uomo : con speciale riguardo alla pratica medica : Anatomia generale. Sistema osteo-articolare. Sistema muscolare. Sistema nervoso. Sistema tegumentario ed organi dei sensi. Sistema vascolare. Sistema splancnico e glandole endocrine, Napoli, Elpis, 1921.Antonino Anile, Le glandole duodenali o del Brunner : studio anatomo-istologico, Napoli, Stab. tip-ster. F. Di Gennaro e A. Morano, 1903.Antonino Anile, Le localizzazioni cerebrali, Bologna, N. Zanichelli, 1925.Antonino Anile, L'opera anatomica di Leonardo da Vinci e l'insegnamento dell'anatomia artistica, Napoli, Tip. S. Morano, 1910.Antonino Anile, Note anatomiche ..., Napoli, stab. tip. Morano, 1896.Divulgazione scientifica Antonino Anile, Cosmogonia ed evoluzione, Napoli, tip. Arturo Nappa, 1937.Antonino Anile, Federico Delpino e gli orti botanici, Roma, Ed. d'Arte Bestetti e Tumminelli, 1927.Antonino Anile, Freud, Napoli, tip. A. Nappa, 1936.Antonino Anile, III centenario della morte del principe Federico Cesi fondatore dell'Accademia dei Lincei in Roma, 1630-1930 : conferenze commemorative tenute nell'aula massima del Palazzo della cancelleria, dai soci ordinari Antonino Anile e Agostino Gemelli, Roma, Scuola Tip. Pio X, 1930.Antonino Anile, La meccanica di Leonardo da Vinci, Napoli, Tip. Nappa & Pagano, 1933.Antonino Anile, La nozione dell'istinto, Napoli, tip. A. Nappa, 1938.Antonino Anile, La scienza di Leonardo da Vinci, Milano, Galleria Vittorio Emanuele, 1919.Antonino Anile, La storia della malaria, Napoli, Tip. A. Nappa, 1938.Antonino Anile, Le cerveau de l'homme prehistorique, Bologna, N. Zanichelli, 1916.Antonino Anile, Le esperienze di Metalnikov, Napoli, Tip. A. Nappa, 1939.Antonino Anile, Le meraviglie del corpo umano, Torino, S.E.I., 1942.Antonino Anile, Le meraviglie del mondo vivente : l'uomo, gli animali, le piante : Albo di 488 illustrazioni in 99 tavole, Milano, A.Mondadori, 1928.Antonino Anile, L'igiene dell'uomo : La difesa della razza. Nozioni d'igiene per le scuole di avviamento al lavoro, Corsi magistrali, seminari e per ogni categoria di lavoratori e di persone colte, Lanciano, G. Carabba, 1930.Politica Antonino Anile, Lo Stato e la scuola, Firenze, Vallecchi, stampa 1924, | |polAntonino Anile, L'ombra della montagna, Roma ; Milano, Opera Naz. Mezzogiorno D'italia (Tip. U. Marucelli e C.), 1939.Antonino Anile, Per la cultura e per la scuola : discorsi del ministro della P. Istruzione, Bari, Laterza, 1923.Antonino Anile, Riforma scolastica e liberta d'insegnamento, Napoli, Casa Ed. Elpis, 1920.Antonino Anile, Scienza e giustizia, Napoli, tip. A. Nappa, 1939.Antonino Anile, Stato e coltura scientifica, Roma, direz. della Nuova antologia, 1916.Antonino Anile, Sul bilancio della pubblica istruzione : discorso pronunciato alla Camera dei Deputati nella tornata del 13 maggio 1926, Roma, Tipografia della Camera dei Deputati, 1926.Saggi umanistici e religiosiAntonino Anile, Bellezza e verità delle cose (la divina realtà) : discorsi a piccoli e grandi, Firenze, Vallecchi, 1935.Antonino Anile, Francesco Acri : il filosofo, il cristiano, Roma, Libreria Ed. religiosa Ferrari, 1924.Antonino Anile, Il problema religioso in Dostoievsky, Milano, Societa editrice Unitas, 1925.Antonino Anile, Intermezzo di sonetti, Firenze, Tip. di Salvatore Landi, 1893.Antonino Anile, La coltura cattolica nell'ora presente : Discorso, Torino, Libr. Cattolica Arcivescovile (Tip. Palatina, di G. Bonis), 1924.Antonino Anile, La croce e le rose, Napoli, R. Ricciardi, 1909.Antonino Anile, La salute del pensiero, Bari, G. Laterza & Figli, 1914.Antonino Anile, Le ore sacre, Firenze, Vallecchi, 1937.Antonino Anile, L'uomo nell'arte e nella scienza, Bologna, N. Zanichelli, 1923.Antonino Anile, Negatori, Assisi, Edizioni Pro Civitate Christiana, 1943.Antonino Anile, Nella Poesia della fede : Preghiere, verita della fede, sacramenti, comandamenti, feste e riti della Chiesa, vite di santi, poesie religiose. Libro di religione per le classi elementari superiori, Palermo-Roma, R. Sandron, 1927.Antonino Anile, Nella scienza e nella vita, Bologna, N. Zanichelli, 1920.Antonino Anile, Nuovi dati antropologici sull'origine dell'arte : memoria letta all'Accademia Pontiana nella tornata del 18 novembre 1917, Napoli, Giannini, 1917.Antonino Anile, Questo è l'uomo : il corporeo, lo spirituale, l'umanità, Firenze, Vallecchi, 1937.Antonino Anile, Ringiovanimento, Napoli, tip. A. Nappa, 1937.Antonino Anile, Scienza e lavoro : elementi di scienze naturali per le scuole di avviamento al lavoro, Milano, A. Mondadori, 1929.Antonino Anile, Vigilie di scienza e di vita, Bari, Laterza, 1911.Poesia Antonino Anile, Manuel Menendez : Dramma Lirico; libretto, Milano, Edoardo Sonsogno, | |mAntonino Anile, Nuovi sonetti religiosi, Milano, L'eroica, 1931.Antonino Anile, Poesie : raccolta completa: Primi tumulti, I sonetti dell'anima, La croce e le rose, Bologna, Zanichelli, 1921.Antonino Anile, Primum mane : versi, Napoli, A. Tocco e C., 1889.Antonino Anile, Sonetti dell'anima, Napoli, Luigi Pierro, 1903.Antonino Anile, Sonetti religiosi, Bologna, N. Zanichelli, 1923.Antonino Anile, Ultimo sogno : versi, Napoli, Luigi Pierro Tip. Edit., 1901.
Giorgio Marincola (1923-1945), Partigiano (M.O.V.M.).
« Sento la patria come una cultura e un sentimento di libertà, non come un colore qualsiasi sulla carta geografica… La patria non è identificabile con dittature simili a quella fascista. Patria significa libertà e giustizia per i Popoli del Mondo. Per questo combatto gli oppressori… »Biografia [modifica]Nato nella Somalia Italiana, figlio di Giuseppe, maresciallo maggiore di fanteria e di Askhiro Hassan, somala della cabila Habr Ghidir. Contrariamente alle usanze dell’epoca[2], il padre riconobbe entrambi i figli meticci (oltre a Giorgio, Isabella, nata nel 1925) e li portò in Italia.Giorgio, emigrato per primo, crebbe a Pizzo Calabro con gli zii, che non avevano figli. Isabella, invece, andò a vivere a Roma, col padre e la moglie italiana, Elvira Floris, sposata nel giugno 1926.Giorgio si trasferì a Roma, in casa del padre, nel 1933. Qui frequentò il regio liceo Umberto I e per due anni scolastici ebbe come professore di Storia e Filosofia il militante azionista Pilo Albertelli, morto nell’eccidio delle Fosse Ardeatine.Nel 1941 si iscrisse alla facoltà di Medicina, con l’intenzione di specializzarsi nelle malattie tropicali, per poi tornare a lavorare nel suo paese d’origine.Nell’autunno 1943 entrò a far parte di un gruppo di partigiani legato al Partito d'Azione e operò a Roma nella terza zona del Pd’A, settore Salario. In seguito all’arresto di un compagno decise di trasferirsi a Corchiano, in provincia di Viterbo, dove partecipò ad azioni di sabotaggio e scontri armati.Dopo la liberazione di Roma, nel giugno 1944 si arruolò nello Special Operations Executive e partì per la provincia di Brindisi, dove ricevette l’addestramento militare in diverse basi alleate. Come nome di battaglia scelse Mercurio e gli venne conferito il grado di tenente.All’aeroporto di San Vito dei Normanni, venne aggregato alla missione Bamon e paracadutato nei pressi di Zimone in provincia di Biella. Sul suo stesso aereo militare viaggiava anche Edgardo Sogno[3].Il 15 settembre, durante l’attacco a una colonna di automezzi tedeschi, venne ferito ad una gamba e dovette restare fermo per qualche tempo.Il 17 gennaio 1945, fu imprigionato da un reparto di SS nel carcere di Biella e di lì trasferito a Villa Schneider, presso il comando della polizia militare tedesca. Qui lo costrinsero a parlare durante una trasmissione di Radio Baita. Come già successo ad altri partigiani catturati, Giorgio avrebbe dovuto denigrare la Resistenza[4]. Scelse invece di esaltarla, scagliandosi contro il regime fascista. La trasmissione venne interrotta, “con atroce rumore di percosse”.[5] In seguito a questo episodio, i nazisti lo trasferirono nel carcere de Le Nuove, a Torino, e poco dopo, tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo, nel Lager di Bolzano.Quando gli alleati liberarono il lager, il 30 aprile 1945, Marincola si rifiutò di riparare in Svizzera su un mezzo della Croce Rossa. Decise invece di raggiungere la Val di Fiemme, dove i partigiani e la popolazione temevano ancora rappresaglie da parte dell’esercito nazista in ritirata.Proprio i nazisti lo uccisero a un posto di blocco, nei pressi di Stramentizzo, il 4 maggio 1945. Morì insieme ad altri 26, tra partigiani e civili, nell’ultima strage nazista consumatasi sul territorio italiano[6]Onorificenze Medaglia d'oro al valor militare«Giovane studente universitario, subito dopo l'armistizio partecipava alla lotta di liberazione, molto distinguendosi nelle formazioni clandestine romane, per decisione e per capacità. Desideroso di continuare la lotta entrava a far parte di una missione militare e nell'agosto 1944 veniva paracadutato nel Biellese. Rendeva preziosi servizi nel campo organizzativo ed in quello informativo ed in numerosi scontri a fuoco dimostrava ferma decisione e leggendario coraggio, riportando ferite. Caduto in mani nemiche e costretto a parlare per propaganda alla radio, per quanto dovesse aspettarsi rappresaglie estreme, con fermo cuore coglieva occasione per esaltare la fedeltà al legittimo governo. Dopo dura prigionia, liberato da una missione alleata, rifiutava porsi in salvo attraverso la Svizzera e preferiva impugnare le armi insieme ai partigiani trentini. Cadeva da prode in uno scontro con le SS germaniche quando la lotta per la libertà era ormai vittoriosamente conclusa.»— Stramentizzo, 4 maggio 1945Nel gennaio 1946 l'Università La Sapienza gli ha conferito la laurea ad honorem in medicina.Nel 1964 gli è stata dedicata una via a Biella, nel quartiere Chiavazza, mentre nel 2007 gli è stata dedicata dal comune di Roma una via nel Municipio XX a Cesano.A Mogadiscio, gli è stata intitolata un’aula della scuola italiana, oggi demolita.
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